Troppe volte ci si concentra molto per capire quale regime in vigore sia quello più idoneo per fare il “grande salto”, per passare dall’essere dipendenti in una azienda a liberi professionisti.

Poche volte, 𝘵𝘳𝘰𝘱𝘱𝘦 𝘱𝘰𝘤𝘩𝘦 𝘷𝘰𝘭𝘵𝘦, ci si pongono le giuste domande per capire se si è effettivamente PRONTI a mollare una posizione a tempo indeterminato per la vita da freelance.

La questione fiscale, una volta capito che tipo di attività si vuole portare avanti, è facile da gestire. L’importante è che vi affidiate a un buon commercialista, attento e in continua formazione sulle nuove normative fiscali e sull’evoluzione del mondo del lavoro.

La reali domande da porsi per capire se si è pronti a mollare tutto e avviare il proprio business sono queste:

Sono pronto ad assumermi la responsabilità al 100%?
Sì, anche quando non troviamo clienti, quando i clienti non pagano, quando ci sveglieremo alle 10 del mattino ma non fattureremo un euro durante il mese. Uno dei vantaggi del diventare freelance è potersi finalmente gestire in autonomia i proprio tempi, i propri clienti e il proprio lavoro. Ma senza la piena responsabilità delle scelte che facciamo e dell’impegno che ci mettiamo, potremmo ritrovarci a voler tornare indietro o ad essere troppo spaventati di avere così tanto potere nelle nostre mani.

Sono disposta a mettermi in discussione?
Se stai pensando di lanciare la tua attività è sicuramente perché sai di avere un talento. E sai che il tuo valore verrebbe maggiormente ripagato lavorando per conto tuo e non per l’azienda di cui sei dipendente. Ciò nonostante ricordati che c’è sempre qualcosa da imparare e che essere freelance richiede anche delle capacità trasversali oltre alla tua competenza tecnica.
Alcuni esempi? Gestione efficace del tempo (ricorda, non ci sarà più un capo a farti trovare il lavoro pronto la mattina), rapporto con i clienti (facile quando a procacciarti i clienti era il tuo capo vero?) e un po’ di amministrazione finanziaria (che bello lo stipendio fisso a fine mese!)

Sono disposta a fallire?
Come per ogni cosa: ci vuole tempo. E non sempre tutte le cose vengono bene al primo colpo. Prima o poi ci sarà quel cliente che nonostante tu abbia fatto il lavoro alla perfezione, ti criticherà e chiederà un rimborso. Ci sarà un grosso progetto in ballo che però sfumerà perché il cliente ha deciso di dare il lavoro a qualcun altro.
Ricorda: la parola 𝘧𝘢𝘭𝘭𝘪𝘳𝘦 ha una connotazione negativa nella mente di molti ma in realtà è l’unico modo in cui potrai imparare più velocemente degli altri e per questo diventare più esperta, andando ad aggiustare e migliorare i tuoi servizi, fino a quando fallire diventerà per te quasi un divertimento, perché sai che è da lì che ne trai i maggiori insegnamenti.

Adesso che hai letto e spero risposto a questo 3 domande per me cruciali, pensi di essere pronto a lanciarti nella tua attività di libero professionista?

Fammi sapere che cosa ti sei risposta e quali sono le tue paure!

Un abbraccio e coraggio! Sei qui per un motivo, non smettere mai di cercarlo.

Estefania